updated 4:03 PM UTC, Dec 15, 2017

Fake news e politica, accuse a siti pro Salvini e 5 Stelle. Una vicenda poco chiara e qualcuno si nasconde dietro a un "ERRORE TECNICO"

  • Scritto da Web Paraguru
  • Pubblicato in Politica

Nuove ombre sulla gestione dei social di Lega e M5S, un'inchiesta del New York Times rivela strani collegamenti tra siti pseudo ufficiali salviniani e siti di Fake News


Questa inchiesta del New York Times è molto eloquente. Parla di un'Italia che si prepara alla stagione elettorale e per proteggersi dalle Fake News chiede aiuto a Facebook.

Nel mirino sono finiti alcuni siti che fanno propaganda per la nuova Lega di Salvini e il Movimento 5 Stelle. "Chiediamo ai social network, e in particolare a Facebook, di aiutarci ad avere una campagna elettorale pulita", ha detto in un'intervista giovedì Matteo Renzi, il leader del Partito Democratico. "La qualità della democrazia in Italia oggi dipende da una risposta a questi problemi". Nessuno in Italia è più preoccupato del Pd; nei giorni scorsi, i suoi membri hanno fatto un tentativo orchestrato di focalizzare l'attenzione del Paese - e di potenti piattaforme di social media come Facebook - su una campagna di disinformazione che ritengono sia stata ideata per danneggiare uno degli ultimi governi di centrosinistra in Europa. 

Andrea Stroppa, un ricercatore della Ghost Data consigliere di Renzi su questioni di sicurezza informatica, ha contribuito a un rapporto sulle notizie false che è diventato uno dei principali punti di discussione dell'ex premier. Dopo la pubblicazione del rapporto, Facebook ha chiuso i siti, che hanno trafficato con forti temi nazionalisti e anti-immigrati. In questo rapporto si tenta di dimostrare una connessione tra siti apparentemente non collegati tra loro, che promuovono movimenti politici rivali anti-establishment, critici nei confronti del segretario Dem e del governo di centrosinistra. 

Il rapporto, che Stroppa ha condiviso con il New York Times, mostra che la pagina web ufficiale di un movimento che promuove l'azione politica di Matteo Salvini, il leader che ha trasformato la padana Lega Nord in un partito sostanzialmente nazionalista con qualche accento di estrema destra, condivide codici Google unici con un fan e una pagina di propaganda e supporto al Movimento 5 Stelle.

Tali codici servono per monitorare sia le visualizzazioni delle pagine (numero accessi e profili) sia i valori economici dati da Google AdSense. Più utenti visitano la pagina, più sale il guadagno dato dai banner inseriti nelle pagine. Tutti i siti condividono anche un modello sulle loro pagine di contatto. Ma nel mondo oscuro della propaganda e del "magheggi" su Internet, l'inclinazione del contenuto è più chiara di quella da cui proviene e a cosa equivalgano dei codici condivisi non è del tutto chiaro.

Una portavoce di Google, Simona Panseri, afferma: "Spesso vediamo siti non collegati che utilizzano gli stessi ID, quindi non è un indicatore affidabile sapere che due siti non siano collegati da link interni o da pubblicati da stessi editori".

Secondo l'esperto del web David Puente, ex della Casaleggio Associati, che ha effettuato un'indagine parallela, l'inchiesta del NYT dice qualcosa di più e rivela:"Il codice Adsense mi aveva permesso di individuare una connessione con altri domini e siti internet che elenco di seguito": 

                                                        

  • noiconsalvini.org
  • italyfortrump.info
  • iostoconputin.info
  • ilsudconsalvini.info
  • ilsudconsalvini.org
  • videoa5stelle.info
  • imprese5stelle.org
  • complottisti.com
  • buzzstory.net
  • controinformazionetv.info
  • lospillo.info
  • lospillo.org
  • vinciamonoi.org
  • stopeuro.org
  • aprilamente.info
  • mondolibero.org
  • nonsiamosoli.info
  • eurocrazia.com
  • naturalblog.info

(dal Blog https://www.davidpuente.it/blog/2017/11/27/il-24-novembre-2017/)

Dai siti pro Movimento 5 Stelle (dove abbiamo anche il dominio “Videoa5stelle.info“, “Vinciamonoi.org“, “Imprese5stelle.org“) passiamo a quelli pro Matteo Salvini, infatti dal dominio “Noiconsalvini.org” (che mi domando, essendo ufficiale, perché usufruisce del servizio di Whois Privacy) noto lo stesso codice Adsense (presente anche in “Ilsudconsalvini” sia nel .org che nel .info). Poi arriviamo a siti come “Complottisti.com” (ora diventato “Complottisti.info“), il sito su alieni e ufo “Nonsiamosoli.info“, quello con proposte casalinghe per curare l’influenza come “Naturalblog.info“, l’anti Euro “Eurocrazia.com” (che oggi rimanda a “Eurocrazia.info“) e “Stopeuro.org” (che oggi rimanda a “Stopeuro.news“), al sito pro Trump chiamato “Italyfortrump.info” per poi finire ai due domini “Iostoconputin.info” e “Mondolibero.org” riportati dal New York Times.

Attorno a questi domini non ci sono solo i siti, ma anche account social e pagine Facebook con diversa “potenza di fuoco virale“:

Chiesta dal NYT una spiegazione a Luca Morisi, il Casaleggio di Matteo Salvini, inizialmente, scriveva il quotidiano Usa, non aveva risposto alle domande. Lo stesso Morisi ha poi sostenuto che il problema fosse nato dal fatto che un ex “sostenitore dei M5S ha aiutato la sua società, a costruire la pagina ‘Noi con Salvini’ e ha copiato ed incollato i codice dalla sua pagina di sostenitore dei M5S, così come quelli di ‘Io StoConPutin.info’ con quelle di Salvini. “Ma noi non abbiano nulla a che fare con i siti pro-Putin o pro-5 Stelle” ha denunciato Morisi. 

Come dire: noi non ne sappiamo nulla! Ma come è possibile? Uno stratega dei social media tanto blasonato, titolare di una società che vanta importanti contratti nella Sanità lombarda, come quella di Morisi (che, giova ricordarlo, con la sua struttura è andato a sostituire molti dei dipendenti licenziati da Matteo Salvini), deve servirsi di un terzo consulente per costruire una pagina ufficiale?

Come può dire "noi non ne sappiamo nulla", quando sui portali esistono banner pubblicitari che portano entrate economiche in funzione delle visite?

Difficile da credere...

Purtroppo questo è lo stato delle cose nel mondo dei social, l'Informazione quella con la "I" maiuscola, quella che dovrebbe servire al popolo, anche, a valutare, ed eventualmente attraverso il voto, i propri rappresentanti per un giusto governo democratico, è ormai scomparsa. Al suo posto è comparso un miscuglio di parole e misteri... di mezze verità e di "Fake News".

E' per questo motivo che i social non devono rappresentare o divulgare il pensiero politico di chi è designato alla guida del paese. La politica deve restarne fuori e tornare a comunicare con mezzi autorevoli, che prima di dare una notizia, ne cercano e ne controllano la fonte. Forse solo così potremo limitare i danni e avere un vero "governo del popolo", che rappresenta la prima pietra della democrazia.  

Fonte: (https://www.nytimes.com/2017/11/24/world/europe/italy-election-fake-news.html _ https://www.davidpuente.it/blog/2017/11/27/il-24-novembre-2017/ ) 

Ultima modifica ilMercoledì, 29 Novembre 2017 17:28

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