updated 4:27 PM UTC, Dec 13, 2017

Inquinamento atmosferico, il blocco delle auto e le verità nascoste

Da ieri in molte città del Nord Italia è scattato il blocco delle auto, dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione ai veicoli per il trasporto persone alimentati a gasolio fino alla classe 4 inclusa. Vietati anche, dalle 8.30 alle 12.30, i veicoli per il trasporto merci a gasolio fino alla classe 3 compresa. Ma nelle nostre città vengono solo misurate le PM10 e non le pericolosissime PM2,5 perchè?


L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che le polveri sottili siano responsabili di circa 2 milioni di morti nel mondo, ogni anno. Secondo i dati più recenti, solo in Europa, i decessi legati all’inquinamento da polveri sottili causa annualmente circa 400.000 morti. Con questa tragica premessa, è doveroso domandarsi cosa sono le polveri sottili e in particolare interrogarsi sui livelli e la definizione del PM10.
Il PM10 è un insieme di sostanze inquinanti costituito da polveri, fumo, microgocce e altre sostanze liquide che in gergo tecnico sono chiamate “aerosol”. Queste sostanze, disperse nell’aria, riescono a raggiungere diverse parti dell’apparato respiratorio causando seri danni.
La sigla PM10 identifica una delle tante sostanze in cui viene classificato il particolato, quel materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche. La pericolosità delle polveri sottili è direttamente proporzionale alla dimensione: più piccole sono le particelle e più in profondità potranno permeare in nostro apparato respiratorio.
Se particelle microscopiche dal diametro di 7 µm possono raggiungere la cavità orale, nasale e la laringe, particelle dal diametro di 1,1 µm possono raggiungere e danneggiare addirittura gli alveoli polmonari.

Tra le principali fonti di PM10 non ci sono solo i motori diesel soprattutto fino ad Euro 5 ma anche quelli a benzina.
Le polveri sottili PM 10 hanno un diametro di 10 micron, così come le polveri sottili PM 2,5, misurano solo 2,5 micron. Per comprendere queste dimensioni, vi basterà immaginare lo spessore di un capello, le polveri sottili hanno un diametro 30 volte inferiore rispetto a quello di un nostro capello!
Quindi se le polveri sottili da un diametro di 10 micron sono inalabili e si accumulano nei polmoni, quelle da un diametro da 2,5 micron sono addirittura respirabili, ciò significa che possono penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo. Così, se i danni legati alle polveri sottili di PM 10 sono circoscritti al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili PM 2,5 potrebbero estendersi anche ad altri tessuti. Sorgenti del particolato fine sono un po’ tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti per la produzione di energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali. Come per il PM10, queste particelle sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e, rispetto alle particelle grossolane, sono in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano. Anche il particolato PM2,5 è in parte emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (PM2,5 primario) ed è in parte formato attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (PM2,5 secondario), anzi si può sostenere senza troppa approssimazione che tutto il particolato secondario all’interno del PM10 (e che ne rappresenta spesso la quota dominante) sia costituito in realtà da particelle di PM2,5. (FONTE http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_paginaRelazione_1438_listaFile_itemName_2_file.pdf)

Altro aspetto molto importante è quello che le polveri sottili PM10 tendono a depositarsi sul terreno e ad alzarsi in aria ogni volta che il vento o un veicolo di passaggio crea un movimento, quindo potremmo pensare che la loro concentrazione si di molto maggiore a livello terreno che invece alle altezze in cui sono poste le centraline di monitoraggio. Le polveri sottili Pm 2,5 invece permangono più all'ungo nell'aria e sicuramente la loro concentrazione dovrebbe risultare più elevata alle stesse altezze delle centraline di monitoraggio, che però non sono pronte alla loro misurazione.

Il 14 dicembre 2016 il Parlamento europeo, su proposta della Commissione, ha votato la nuova Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016 e con la quale si impongono limiti più rigorosi per i cinque principali inquinanti atmosferici (SO2, NOx, NMVOC, NH3, and PM2.5 ) in Europa.

La domanda che ci facciamo e che rivolgiamo agli assessori Comunali e Regionali competenti è... "perchè in Lombardia si blocca il traffico ma non si misurano le PM 2,5?", "perchè non si adottano misure che impediscano alle PM10 depositate sul terreno di alzarsi in atmosfera se sollecitate?" 

 

 

In questa tabella pubblicata ieri da AMAT e dal comune di Milano si evidenzia come non vi sia alcun dato riferito al misuramento delle pericolosissime PM2,5. 

Per ora ci fermiamo quì, ma tanti dubbi rimangono, compreso quello sulla reale funzionalità del FAP nelle auto più moderne. Riduce del 95% l'emissione delle PM10 (in massa), trasformandole in volatili (Fonte www.mit.gov.it), questa ultima parola cosa vuole significare?

 

Ultima modifica ilMercoledì, 22 Novembre 2017 11:20

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