updated 2:25 PM UTC, Oct 17, 2018

E se si votasse oggi? Chi gode e chi piange: ecco dove tira il Vento settembre

I dati del Barometro politico di Demopolis, l'istituto diretto da Pietro Vento: "Oltre un quinto degli elettori ha modificato le proprie scelte di voto. Il peso complessivo delle 2 forze di Governo cresce dal 50% del 4 marzo al 62% odierno"


Se si votasse oggi, la Lega sarebbe con il 32% prima forza politica nel Paese: i mesi estivi hanno visto rafforzarsi il peso del partito di Salvini, cresciuto di quasi 15 punti dalle elezioni del 4 marzo. Circa 2 punti separano la Lega dal Movimento 5 Stelle, posizionato al 30,2%: sono i dati che emergono dal Barometro Politico di settembre dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.

Restano lontani, in estrema difficoltà, il Partito Democratico al 17% e, soprattutto, Forza Italia all’8,5%, che cede ampi segmenti di elettorato alla Lega. Fratelli d’Italia è al 3%, LeU al 2,3%. Sotto il 2% le altre liste, con un’affluenza in lieve calo al 71%.

“Il voto in Italia resta mobile e incerto: in 6 mesi – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – oltre un quinto degli elettori ha modificato le proprie scelte di voto. Il peso complessivo delle due forze di Governo cresce dal 50% del 4 marzo al 62% odierno, mentre si riduce il consenso ai partiti di opposizione. Si tratta di equilibri destinati ad ulteriori evoluzioni, soprattutto in vista delle imminenti scelte per la legge di bilancio”.

Nella prima fotografia scattata dopo l’estate da Demopolis per il programma Otto e Mezzo, si conferma positiva la valutazione del 58% degli italiani sul Governo M5S-Lega; di parere diverso un terzo dei cittadini che esprime un voto negativo sull’Esecutivo, mentre il 9% preferisce per il momento sospendere il giudizio.

Dopo poco più di 100 giorni di Governo, l’Istituto Demopolis ha misurato la notorietà degli esponenti dell’Esecutivo: sono 8 i ministri conosciuti dalla maggioranza assoluta degli italiani. In testa i due vicepremier Matteo Salvini con il 96% e Luigi di Maio con il 95%; 3 su 4 indicano Danilo Toninelli. Notorietà molto alta, intorno al 70%, anche per Giulia Bongiorno e per il ministro della Salute Giulia Grillo; il 66% ha sentito parlare di Giovanni Tria, il 63% di Alfonso Bonafede. 6 su 10 di Paolo Savona. Citazioni inferiori al 50% – secondo il Barometro Politico Demopolis – per gli altri componenti del Governo Conte.

 

 

Nota informativa – L’indagine è stata condotta dall’11 al 12 settembre 2018 dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per il programma Otto e Mezzo(LA7) su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

  • Pubblicato in Politica

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Elezioni politiche e regionali 2018: ecco come si vota. Cosa fare e gli errori da evitare (VIDEO)

Ormai ci siamo: domenica 4 marzo si vota per le elezioni politiche (Camera e Senato) e regionali (Lombardia e Lazio). Allora ecco tutte le informazioni necessarie per recarsi al seggio preparati e senza dubbi sul da farsi. Orari, schede, modalità di voto e cosa succederà ad urne chiuse - (VIDEO)


Quando si vota: il 4 marzo 2018 (dalle 7 alle 23). L'orario è lo stesso per elezioni politiche e per le regionali. 

Dove si vota: si vota il Comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla propria tessera elettorale.

Quali documenti portare: tessera elettorale e documento di identità 

Per che cosa si vota:  i cittadini saranno chiamati a rinnovare la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica; i lombardi e laziali anche ad eleggere il nuovo Consiglio regionale e il Presidente della Regione. Agli elettori che abbiano compiuto 25 anni saranno consegnate due schede: gialla per il Senato e rosa per la Camera dei Deputati. Gli elettori con meno di 25 anni riceveranno solo quella per la Camera. I votanti di Lombardia e Lazio avranno anche una scheda verde per le elezioni regionali.

Come si vota per le politiche: Sia per la Camera (rosa) sia per il Senato (gialla), la scheda è divisa in rettangoli: vi si trova il nome del candidato nel collegio uninominale nel rettangolo posto in alto; nella parte sottostante la liste o le liste che lo supportano. Quindi si può:

- tracciare una "x" su una delle liste e in questo caso il voto si trasferisce al candidato uninominale a cui la lista è collegata;

- tracciare una "x" sia sul nome del candidato uninominale che su una delle liste a lui collegate

- tracciare una "x" solo sul nome del candidato uninominale e in questo caso, se il candidato è sostenuto da una sola lista, il voto si trasferisce anche alla lista, mentre, se il candidato è sostenuto da più      liste, tutti i voti dati al singolo candidato uninominale vengono distribuiti tra le liste che lo sostengono, proporzionalmente ai voti presi in quel collegio elettorale. 

  Non è consentito il cosiddetto "voto disgiunto", non si può cioè dare una preferenza sia per una lista che per un candidato non collegati tra loro.

Risultati immagini per come si vota regionali 2018

Quando si sapranno i risultati: lo spoglio per il Parlamento comincia subito dopo la chiusura dei seggi, alle 23. "Prima si procede all’accertamento del numero dei votanti e, subito dopo, si comincia lo spoglio delle schede del Senato; a conclusione di tale spoglio, si effettua quello delle schede della Camera dei deputati", recita il sito del ministero dell'Interno. Per conoscere il governatore bisognerà aspettare invece il giorno dopo: lo scrutinio delle schede regionali comincerà lunedì 5 marzo alle 14, si legge sempre sul sito del Viminale, "dopo che siano state ultimate le operazioni di spoglio relative al Senato e alla Camera dei deputati".

Come si eleggono Consiglio regionale e Presidente: il Consiglio regionale e il Presidente della Regione sono eletti contestualmente, a suffragio universale e diretto, con voto personale, eguale, libero e segreto, attribuito a liste provinciali (o circoscrizionali) concorrenti ed a coalizioni regionali concorrenti, formate da uno o più gruppi di liste provinciali, ognuna collegata con un candidato alla carica di Presidente della Regione. È proclamato eletto Presidente della Regione il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi sul territorio regionale. Gli altri consiglieri sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste provinciali (o circoscrizionali) concorrenti, con applicazione di un premio di maggioranza; un seggio è riservato al miglior perdente tra i candidati alla presidenza.

 

Scheda Lombardia

Risultati immagini per come si vota regionali 2018

 

Scheda Lazio

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Come si vota per le regionali: la votazione per l’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale avviene su un’unica scheda.

Ciascun elettore può, a scelta:

- votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione;

- votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;

- votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”);

- votare a favore solo di una lista; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente della Regione a essa collegato.

L’elettore può esprimere fino a due voti di preferenza. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista. In caso contrario la seconda preferenza è annullata. Sarà possibile il cosiddetto "voto disgiunto", ossia mettere la croce sul nome di un candidato presidente di Regione e scegliere una lista anche di un altro schieramento, con relativa possibilità di esprimere fino a due preferenze della stessa lista.

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